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Training

  /  Training

Durata: 16-20 Ore

Anno: I-II

Presentazione del training

Il training assertivo è un insieme di procedure e tecniche per ristrutturare e/o migliorare il comportamento sociale delle persone (in ambito familiare, amicale, affettivo o lavorativo).

 

È una metodologia comportamentale che può essere appresa e, con la pratica, migliorata. Avere un comportamento assertivo significa avere un comportamento socialmente competente, dimostrare cioè, una buona padronanza della situazione, assumendo un comportamento che rappresenti la miglior soluzione per quel dato problema.

 

Il termine “assertività” deriva dall’inglese “assertiveness”, dal latino “adserere” (affermare) e
in italiano “affermativo”: l’assertività si riferisce quindi all’affermare, cioè all’esprimere le proprie opinioni e i propri sentimenti senza ledere i diritti degli altri. La modalità relazionale assertiva non ha come obiettivo quello di evitare il conflitto a tutti i costi, ma ne favorisce la risoluzione cercando di integrare le posizioni divergenti degli interlocutori e raggiungendo un obiettivo che soddisfi entrambe.   Nello specifico le persone con uno stile assertivo si mostreranno sciolte e sicure nel comunicare, sapranno esprimere i propri sentimenti (sia positivi che negativi), saranno in grado di fare richieste, di dire di “no”, di esprimere pareri contrari o rispondere a una critica.

 

Il comportamento assertivo è costituito da diverse componenti:

abilità non verbali, quali per esempio il contatto oculare, l’espressione facciale, la postura, lo spazio corporeo, etc.;

abilità verbali: suddivise in abilità di conversazione finalizzate a favorire un’interazione efficace e positiva e abilità di volte a proteggere le persone da critiche aggressive e/o da richieste insistenti e manipolative;

abilità cognitive: volte a ristrutturare cognitivamente le convinzioni e gli schemi distorti che spesso sono all’origine di risposte disadattive (pensieri irrazionali, buona immagine di sé, etc.)

Il training alternerà momenti di lezione frontale con esercitazioni in piccoli gruppi.

Obiettivi del training

Assertività e comportamenti comunicativi

Le tre componenti dell’assertività: aspetti non verbali, verbali e cognitivi

Approfondimento delle abilità non verbali (postura, contatto oculare, mimica, etc..) e di conversazione

Imparare a “difendersi”…e a dire di no!

Come rispondere alle critiche

Approfondimento delle abilità cognitive: le idee irrazionali

I diritti assertivi

L’espressione dei sentimenti positivi: fare e ricevere complimenti

Esercitazioni

Durata: 20-20 Ore

Anno: I-II

Presentazione del training

Il Colloquio Motivazionale è uno stile di comunicazione efficace finalizzata al cambiamento, basato su evidenze scientifiche e oggi diffuso in tutto il mondo.

 

Nato in America negli anni ’80 per mano di due psicologi H. Miller e S. Rollnick, negli anni ha continuato ad espandersi in sempre nuovi settori delle relazioni d’aiuto e a evolversi e aggiornarsi attingendo alle più recenti scoperte della neurolinguistica.

Il Colloquio Motivazionale parte dalla considerazione che il linguaggio è un potente strumento che può essere utilizzato ai fini del cambiamento. Il “campo di gioco” su cui si incentra l’intervento motivazionale riguarda infatti le parole che le persone utilizzano per descrivere la loro idea di un cambiamento, perché queste ne influenzano il pensiero e agiscono su comportamenti e stili di vita, favorendo o frenando il cambiamento positivo stesso.

 

Queste abilità e tecniche poggiano su una forte componente relazionale di base (spirito) legata a valori quali l’accurata empatia, l’accettazione, la collaborazione con il cliente e il rispetto per la sua autonomia e responsabilità di fronte al cambiamento.

Ne è nato un approccio contemporaneamente centrato sul cliente (matrice rogersiana) e orientato ad un obiettivo (matrice cognitivo comportamentale) che si è rivelato particolarmente efficace par aiutare la persona a risolvere la propria ambivalenza relativa ad un cambiamento comportamentale aumentando e sostenendo la motivazione e l’impegno al cambiamento stesso.

Obiettivi del training

Nella toolbox dello psicoterapeuta si rivela un attrezzo molto utile e versatile, spendibile in contesti di:

psicologia del benessere, anche in collaborazione con altri professionisti della salute (nutrizionista, personal trainer, medici di base, ecc.)

educativi o in setting non strutturati (comunità terapeutiche, carceri, ecc.)

clinici a supporto e in integrazione ad altre tecniche del terapeuta laddove serva un intervento specifico sul tema della motivazione al cambiamento

Durata: 12 Ore

Anno: I

Presentazione del training

Edmund Jacobson (1888-1983) è stato l’ideatore di un programma di rilassamento muscolare basato sul metodo dell’osservazione scientifica e basato su prove di evidenza di efficacia in numerosi ambiti della medicina e della psicologia clinica.

 

Le tecniche di rilassamento possono essere proficuamente impiegate al fine di favorire un maggior stato di benessere, cosa che può verificarsi come conseguenza di una riduzione di sintomi sia di origine somatica sia psicologica. In generale il rilassamento muscolare può consentire di ottenere abilità che favoriscono sia una miglior gestione delle situazioni della vita quotidiana caratterizzate da stress sia un approfondimento dello stato di quiete pro-salute.

 

In ambito clinico il rilassamento deve essere presentato al cliente come una tecnica che può consentire di alleviare una gamma di difficoltà conseguenti allo stato emozionale.

Obiettivi del training

Educare il terapeuta alla conoscenza degli ambiti di applicazione della tecnica ed a una corretta esecuzione della stessa.

Durata: 24 Ore

Anno: I

Presentazione del training

Il training autogeno è una delle tecniche di rilassamento più importanti e conosciute. Ideata da Shultz, si basa sul presupposto che la decontrazione muscolare e viscerale è un mezzo per arrivare a uno stato di calma psicologica, la deconnessione psichica.

Si presenta come un insieme di esercizi che devono essere eseguiti in modo costante e sistematico, prima attraverso la segmentazione dei vari distretti somatici, poi con la sintesi degli stessi. Il soggetto è attivo, autonomo e passa gradatamente a uno stato di auto-suggestione che gli permette di generare il cambiamento somatico e psichico. Il training autogeno ha diverse applicazioni che vanno dall’ambito terapeutico a quello sportivo e creativo.

Obiettivi del training

Il corso ha la finalità di insegnare ai futuri psicoterapeuti la tecnica del training autogeno. Sarà premura del docente passare da momenti di apprendimento della tecnica a momenti di spiegazione teorica necessaria per la pratica clinica.

Imparare la tecnica del Training Autogeno

Imparare a gestire le proprie emozioni

Aumentare l’autocontrollo

Insegnarlo ai propri pazienti

Capire le sensazioni che proveranno i pazienti

Durata: 24 Ore

Anno: I

Presentazione del training

L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che si basa sulla capacità della mente di rivolgere l’attenzione verso l’interno, concentrandosi su un contenuto specifico in modo così focalizzato da generare effetti psicofisiologici immediati e misurabili. L’immagine mentale si trasforma così in fenomeno tangibile. La mente interviene su sé stessa e sul corpo. Da qui la definizione di monoideismo plastico: si tratta di una capacità naturale del cervello che può essere addestrata per sé e per gli altri a scopo di crescita personale, empowerment, psicoterapia, intervento medico.

La relazione tra ipnotista e ipnotizzato è una forma intensa e rapida di alleanza che si basa sulla creazione tecnica e umana di un rapporto di fiducia istantanea a sfondo clinico. Per questa ragione l’ipnosi – con e senza trance – è sia psicotecnica che stile relazionale e serve a migliorare la comunicazione interpersonale con i pazienti e a ottenere risultati rapidi e profondi nel corso della propria attività professionale.

Obiettivi del training

Conoscere, riconoscere, capire e gestire le varie fasi dell’ipnosi e i suoi fenomeni a scopo clinico

Creare rapporti profondi e funzionali con i propri pazienti in pochi secondi

Rendere la comunicazione con il cliente più efficace e ottenere maggiore compliance

Apprendere e sperimentare su se stessi e sugli altri dal vivo un repertorio ottimale di tecniche induttive

Capire come costruire uno script ipnotico ad hoc per le esigenze del paziente

Conoscere e provare alcuni interventi standard (rilassamento, ansiolisi, analgesia, fobie, rafforzamento delle risorse, ipnosi sportiva ecc.)

Utilizzare gli ancoraggi per insegnare l’autoipnosi, e apprenderla su se stessi.

Durata: 8 + 28 Ore

Anno: III

Presentazione del training

Il termine “Mindfulness” si riferisce a una attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante alla propria esperienza nel momento in cui essa viene vissuta. Tale atteggiamento di accettazione radicale viene coltivato con una pratica quotidiana di esercizi specifici. Studi recenti indicano, infatti, che la pratica costante di tali esercizi o “meditazioni” ha profondi effetti sulla salute fisica e mentale.

La Mindfulness non è una tecnica di rilassamento ma, piuttosto, una tecnica utile per “risvegliarsi”. Infatti insegna alle persone a essere consapevoli e a stare in contatto con gli elementi che caratterizzano l’esperienza presente (qualsiasi essa sia), aiutandole a interrompere quel continuo richiamo del passato e preoccupazione sul futuro che molto spesso cattura la mente. Le ricerche dimostrano che le persone più abili a lavorare con la mente e gli stati mentali, hanno prestazioni migliori e si rapportano meglio con sé stessi, con i colleghi e i clienti. Da un punto di vista interpersonale la Mindfulness aiuta a sviluppare maggior comprensione ed empatia.

Lo sviluppo di un atteggiamento di curiosità, accettazione e accoglienza dei propri eventi interni favorisce la possibilità che questo avvenga anche verso gli altri. Per tali motivi il percorso è particolarmente utile per tutte le persone impegnate in una professione di aiuto.

Obiettivi del training

Miglioramento della capacità di attenzione, ovvero maggior capacità di concentrazione nel lavoro

Maggior capacità di stare in contatto con la propria esperienza (qualunque essa sia)

Maggior consapevolezza di sé e degli altri. Questo favorisce una visione più chiara e realistica di cosa è possibile chiedere a se stessi e agli altri

Maggior capacità di ascoltare attentamente e di comunicare in modo chiaro

Maggior capacità di entrare in sintonia con gli altri

Durata: 24 Ore

Anno: IV

Presentazione del training

Il corso si propone di far comprendere e acquisire i principi epistemologici, il modello e le principali tecniche di intervento dell’Acceptance and Commitment Therapy, detta in breve ACT, il modello più rappresentativo delle terapie cognitivo comportamentali di terza generazione. Le novità scientifiche dell’ACT e in particolare il suo modello di linguaggio e lo stretto collegamento con la Mindfulness, costituiscono potentissimi strumenti di interpretazione e influenza del comportamento umano che possono essere utilizzati in ambiti anche diversi dalla psicoterapia.

Obiettivi del training

Relational Frame Theory

Differenze cruciali con i modelli psicoterapeutici tradizionali: il contestualismo funzionale

La centralità del linguaggio nel funzionalismo contemporaneo: analisi funzionale e antecedenti verbali

I principi dell’RFT: mutual entailment, combinatorial entailment, trasformazione di funzione

Gli indizi di contesto, gli indizi di funzione, analogie, metafore e concetto di sé

Esaflex

Salute mentale in termini di maggiore flessibilità contrapposta a maggiore rigidità

L’Esaflex come rappresentazione dei sei fattori di flessibilità/rigidità

Esaflex e Relational Frame Theory

Esaflex e mindfulness

Interventi

Analisi funzionale e trasformazione degli antecedenti verbali

Lavorare con l’accettazione e la mindfulness (stare nel presente, defusione, osservazione)

Lavorare con l’impegno (valori e orientamento delle azioni)

Durata: 24 Ore

Anno: III

Presentazione del training

Il training prevede lezioni frontali, dimostrazioni pratiche ed esercitazioni controllate sugli aspetti fondamentali della REBT o Terapia Razionale Emotiva Comportamentale. Verranno presentati argomenti relativi alla teoria generale e clinica della REBT e verranno esposte le procedure attinenti: l’identificazione delle principali categorie di pensiero irrazionale, la scelta degli scopi terapeutici, le strategie di dissuasione cognitiva e la programmazione specifica di homework.

Oltre a seguire spiegazioni sulle tecniche, i partecipanti effettueranno esercitazioni di peer counseling che serviranno a sperimentare come mettere in pratica quanto viene descritto.

Obiettivi del training

L’obiettivo che il training si pone è quello di formare professionisti capaci di instaurare una relazione terapeutica o di aiuto secondo i metodi della REBT, fornendo strumenti operativi che consentano di gestire la relazione di aiuto in modo efficace, sia in termini di tempo che di risultati.

Applicare a una vasta gamma di problematiche cliniche la concettualizzazione del caso secondo il modello REBT

Identificare e affrontare cognizioni disfunzionali del cliente applicando tecniche cognitive, emotive e comportamentali.

Sviluppare e applicare protocolli REBT per l’intervento su problematiche attinenti ansia, depressione, colpa e collera.